Ho cercato un sacco di volte di immedesimarmi in cosa possa significare avere paura di camminare per strada, temere i passi dietro di te, tendere l'orecchio col cuore in gola durante le più scontate azioni quotidiane: spostarsi, camminare, rientrare a casa, andare in palestra o mille altre attività che riempiono le nostre giornate. Ho parlato con tantissime donne forti e intelligenti, donne che stimo e che non hanno paura di essere donne, le ho interrogate a lungo per cercare di capire cosa voglia dire essere donna nel 2017, le ho provocate appositamente per stimolare le loro reazioni più immediate e profonde, ho stentato a credere che la maggior parte di loro avesse imparato a convivere con il sospetto, la paura, la sfiducia. La verità è che non capisco, non posso capire. Ognuna di queste donne, con un rammarico atavico che sembra dare voce a secoli di ingiustizie e soprusi, mi ha mestamente confermato che sì, essere donna oggi significa non rinunciare mai a proteggersi, significa portare perennemente una corazza per non farsi intravedere vulnerabili in questa società che è ancora, puntualmente, inesorabilmente, maschilista. Io non riesco a concepire come si possa vivere con la paura di camminare da sole per strada, non lo capisco perché non mi appartiene; per fiutare quella paura bisogna essere donna ed avere nel DNA secoli di violenze; non lo capisco perché non mi sono mai sentito una potenziale preda di chi, barbaramente, non è in grado di controllare i propri impulsi e istinti più animaleschi. Perché gli uomini che aggrediscono una donna sono questo, sono animali che assecondano un'ingestibile frenesia del momento, uomini che, in un improvviso balzo indietro nella catena evolutiva, si ritrovano con la stessa impotenza di autocontrollo che avrebbe uno squalo quando sente l'odore del sangue. Eppure, nonostante questo, ogni giorno le donne si alzano e combattono la loro guerra silenziosa contro un nemico ignoto ma sempre uguale, nella speranza che presto verrà il tempo in cui ognuno di noi si renderà conto che, ad ogni latitudine terrestre, ogni singola violenza subita da una donna è una sconfitta per l'umanità intera, è un passo indietro nella storia, un memoricidio alle donne che si sono immolate, che hanno combattuto e spesso hanno dato la vita per garantire alle donne di oggi i (pochi) diritti di cui dispongono. Forza donne, siete il motore del mondo.